martedì 11 settembre 2007

11 settembre 2001

E' da ieri che ci penso, veramente capita spesso di pensare a questa data, diciamo che è da ieri che ci penso più spesso.
Volevo inserire questo pensiero sul forum del Ruggito, ma poi visto l'intervento che è stato fatto dal cretino di turno ho lascito perdere.
Ascoltando Condor, che parlava dell'argomento, mi sono ricordata di avere un blog e di poter scrivere qui.
A Condor stavano parlando di come certi fatti ti stampano nella memoria quello che stavi facendo in quel momento e che in America prima dell'11 settembre questo fatto era l'omicidio Kennedy, per me era il rapimento Moro.
L'undici settembre 2001 mi sono alzata, ho preparato Edu e l'ho accompagnato all'asilo, Amerigo aveva 6 mesi, dormiva beatamente quella mattina e quindi l'ho lasciato nel suo lettino, la scuola è proprio davanti a casa nostra ad andare e tornare sono meno di 10 minuti.
Quando sono tornata ho dato un'occhiata al piccolo, tutto ok, bene mi posso rilassare un attimo e fare colazione tranquillamente.
Vado in cucina e mentre faccio le mie cose accendo la tv, non faccio molto caso a quello che c'è, continuo a sfanceddare, l'occhio mi cade sullo schermo e vedo un grattacielo fumante, chissà cos'è 'sta cosa... la vocina di Amerigo si fa sentire di là, lascio perdere la tele e vado a prendere il piccolino che reclama la sua pappa.
Lo prendo in braccio, faccio per mettermi sul letto per allattarlo, ma quel grattacielo in fiamme mi torna in mente, torno in cucina, mi siedo e mentre meccanicamente porgo il seno al piccolo ascolto le parole del cronista... aereo...scontro...tragico incidente? Poi delle urla, io non capisco la scena, il mio cervello evidentemente non riesce a decodificarla, non capisco cosa è successo solo che adesso anche l'altra torre fuma...pongo di nuovo attenzione al cronista, un altro aereo è piombato sull'altra torre...allora, di certo non è un incidente!
Questo è quello che la mia mente collega all'11 settembre 2001, non so se le immagini che guardavo erano in diretta o registrate, non ricordo altro, le mie attenzioni erano solo per il piccolo.

Quando ho realizzato quello che stava accadendo ho chiamato subito Mauro. Non sapevo neanche cosa dirgli con esattezza, lì per lì lui stava dicendo che non poteva stare al telefono, stava facendo la visita medica per l'idoneità sportiva, credo sia l'unica di cui ricorda perfettamento tutto, che medico c'era, chi erano gli altri giocatori con lui.

Quel giorno e nei giorni succesivi abbiamo guardato spesso i servizi sull'accaduto alla tv, anche in presenza di Eduardo, che aveva solo 4 anni, e che non sembrava porre molta attenzione alla cosa, poi una sera stava facendo le costruzioni e mi ha chiamato: "guada mamma ho fatto le torri gemelle, quelle che sono crollate".
Sono rimasta di ghiaccio, non ricordo cosa gli ho detto dopo, ma da allora abbiamo cercato sempre di spiegare al meglio le cose ai bimbi, senza più pensare che sono piccoli e non vedono e non sentono.

2 commenti:

patrizia ha detto...

anche io ricordo che stavamo facendo...cora 8equilibrioinstabile,la coniglia, abitava con noi allora..eravamo in soggiorno io ,lei e i miei figli..avevamo appena finito di guardare ally mcbeals,facendo zapping abbiamo visto quell'immagine...pensavamo fosse un film...poi abbiamo capito...dopo i primi momenti di sbigottimento ci siamo ricordati che gipì ,altro coniglio, si trovava a N.Y. gli abbiamo mandato un sms..e lui ha prontamente risposto che stava bene...poi non siamo più riusciti a contattarlo..ma almeno sapevamo che stava bene...

Anonimo ha detto...

Ha detto bene Luca Sofri, quella data rimarrà stampata nelle nostre memorie, come quella dove tutto ciò che è di terribile può davvero accadere. Quando la minaccia diventa realtà allora tutto cambia. Penso che tutti ci sentiamo molto meno sicuri di prima. Penso che la consapevolezza delle persone della nostra generazione sia cambiata per sempre. E forse anche quella delle generazioni future. Io ero in ufficio, quella mattina ero in ritardissimo, sono arrivata e la mia responsabile mi ha comunicato cosa era successo. E ho sentito la morte nel mio cuore, un'altra volta ho avuto questa sensazione: quando sono scoppiate le bombe in Via Lambertesca, davanti agli uffizi. Mi sono sentita violata di un pezzo di città che era tutto mio: andavo spesso in Via Lambertesca, per me era un piccolo pezzo di vecchia Firenze con una magia tutta particolare. Marta